Articolo 75

ART. 75 – Lo scioglimento della Società non può essere determinato altrimenti che per inevitabili necessità e qualora il numero dei soci sia ridotto a 20, concorrano non meno di cinque sesti dei soci effettivi all’adunanza espressamente convocata e sia approvato almeno da quattro quinti dei presenti.

Essendo ferma intenzione della Società che, per qualsiasi evento, il patrimonio sociale non abbia mai scopo diverso da quello espresso dal presente Statuto (Art. 2), resta esclusa in ogni tempo ed in qualsiasi caso la ripartizione fra i soci dell’asse sociale, il quale verrà affidato in semplice deposito all’Istituzione cittadina od Opera Pia, che sarà designata a maggioranza assoluta di voti, nella stessa adunanza che avesse pronunciato lo scioglimento. La Istituzione cittadina o Opera Pia così designata, alla quale spetterà un tasso equo sulla rendita lorda, dovrà continuare il sussidio a quello che avevano all’epoca dello scioglimento e, conservando intatto il capitale, le altre rendite dovranno essere devolute sempre secondo le norme del presente Statuto, nel servizio dei sussidi a quei soci che fossero stati iscritti al tempo dello scioglimento. Alla stessa Amministrazione verranno pure consegnati gli archivi di ufficio. L’Istituzione cittadina od Opera Pia, di cui l’articolo precedente, consegnerà l’archivio ed il capitale a quella Società Operaia che avesse a sorgere con eguale intendimento e con numero di sono non minore di cento e giuridicamente riconosciuta, purchè essa per tre anni consecutivi abbia dato prove di saggia amministrazione.